{"id":32,"date":"2015-01-06T16:25:05","date_gmt":"2015-01-06T16:25:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ascsicilia.com\/?page_id=32"},"modified":"2016-05-31T15:07:52","modified_gmt":"2016-05-31T13:07:52","slug":"servizio-civile","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/sicilia\/servizio-civile\/","title":{"rendered":"SERVIZIO CIVILE"},"content":{"rendered":"<p>Storicamente, il servizio civile si \u00e8 identificato in molti Paesi con l\u2019obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio. Questa identificazione continua in quei Paesi dell\u2019Unione che mantengono il servizio militare obbligatorio.<\/p>\n<p>In Italia, il servizio militare obbligatorio viene istituito con l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia.<br \/>\nL\u2019 obbligatoriet\u00e0 al servizio, introdotta nel 1861, incontr\u00f2 una grandissima resistenza soprattutto tra la popolazione rurale del meridione, che non ne capiva i motivi ed era costretta a subirla forzatamente.<br \/>\nLa risposta dello stato fu la massiccia repressione attuata dall&#8217;esercito piemontese.<br \/>\nIl malcontento popolare tocc\u00f2 il suo culmine durante la grande guerra del 1915-18: furono circa 470.000 i processi per renitenza alla leva, e oltre un milione per altri reati militari come diserzione, procurata infermit\u00e0, disobbedienza aggravata, ammutinamento.<\/p>\n<p>Il primo obiettore condannato alla reclusione fu Pietro Pinna (1948), nonviolento, finito in carcere per 10 mesi; liberato, fu condannato di nuovo e ritorn\u00f2 in carcere finch\u00e9 fu prosciolto dal dovere del servizio militare.<\/p>\n<p>Dal &#8217;49 diversi furono i disegni di legge per il riconoscimento dell&#8217;obiezione. tutti caduti nell&#8217;oblio nell&#8217;indifferenza parlamentare e colpiti dall&#8217;ostilit\u00e0 del governo e delle gerarchie militari.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;60 ci furono i primi casi di obiettori cattolici che dichiarano di voler vivere integralmente la non violenza evangelica, espressa dai comandamenti &#8220;non uccidere&#8221; e &#8220;ama il prossimo tuo come te stesso&#8221;.<br \/>\nIl primo cattolico che bas\u00f2 il suo rifiuto su motivi di fede fu Gozzini nel 1962, seguito da Padre Balducci, attaccato dalla chiesa ufficiale e difeso da Don Milani, quest\u2019ultimo autore del famoso opuscolo &#8220;L&#8217;obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p>I due sacerdoti, Padre Ernesto Balducci e Don Lorenzo Milani, vennero processati per apologia di reato. Don Milani, nel frattempo deceduto (1967), sub\u00ec l&#8217;onta della condanna. Il resto della chiesa sembr\u00f2 disinteressarsi al problema.<br \/>\nQuesti processi scossero l&#8217;opinione pubblica e portarono alla ribalta il problema dell&#8217;obiezione di coscienza, registrando importanti prese di posizione a favore dell&#8217;OdC.<br \/>\nIntanto, sempre negli anni &#8217;60, Il Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, autorizz\u00f2 la proiezione del film &#8220;Non uccidere&#8221; &#8211; incentrato sul tema dell&#8217;obiezione di coscienza -nonostante il divieto imposto dalla censura.<br \/>\nFino alla fine degli anni &#8217;60, il numero degli obiettori rimase basso, quasi tutti testimoni di Geova con poche eccezioni, anarchici, nonviolenti, socialisti e pochissimi cattolici; molti obiettori finirono in carcere, mentre al Parlamento vennero presentati diversi progetti di legge, dei quali per\u00f2 nessuno venne approvato.<\/p>\n<p>Dopo il &#8217;68\u00a0si afferma anche\u00a0l&#8217;obiezione per motivi politici.<br \/>\nL&#8217;analisi dell&#8217;esercito come istituzione che serve a mantenere un rapporto di pericoloso dominio dello stato sulla societ\u00e0 civile, si collega alle lotte pi\u00f9 ampie per i diritti civili condotte nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri.<br \/>\nIl numero dei giovani che sceglievano il carcere al servizio militare diviene tale da essere veramente un problema da risolvere.<\/p>\n<p>Nel 1970\/71 gruppi di 6-7 persone fecero obiezioni collettive con motivazioni soprattutto politiche; nel 1972 gli obiettori in carcere erano varie decine, oltre 250 testimoni di Geova.<\/p>\n<p>La classe politica, messa alle corde dal vasto movimento d&#8217;opinione nato nella societ\u00e0 e dal contemporaneo intensificarsi di azioni di protesta condotte dalle organizzazioni non violente, approv\u00f2, pur sotto l&#8217;influenza delle gerarchie militari e delle forze politiche contrarie, il disegno di legge Marcora, restrittivo e punitivo, invece di quello Fracanzani pi\u00f9 attinente alle richieste delle organizzazioni.<br \/>\nVenne approvata cos\u00ec la legge 15 dicembre 1972, n. 772 che riconosceva l&#8217;obiezione e al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici.<br \/>\nSi tratta, per\u00f2, di un recepimento sottoposto a pesanti limiti culturali e giuridici, oltre a contenere norme discriminatorie verso gli obiettori.<br \/>\nLa legge &#8220;Marcora&#8221; rese possibile la scarcerazione dei giovani obiettori di coscienza e contemporaneamente segn\u00f2 un cambiamento storico nella legislazione italiana, perch\u00e9 introdusse la possibilit\u00e0 di rifiutare il servizio militare con le armi sostituendolo con un servizio militare non armato. Con questa legge l&#8217;obiezione di coscienza non veniva ancora considerata un diritto, ma un beneficio concesso dallo Stato a precise condizioni e conseguenze: la gestione del servizio civile restava nelle mani del Ministero della Difesa.<\/p>\n<p>La legge, restrittiva e punitiva (8 mesi di servizio in pi\u00f9, commissione giudicante, esclusione delle motivazioni politiche, dipendenza dai codici e dai tribunali militari), fece nascere subito un movimento di lotta degli obiettori che si unirono nella Lega Obiettori di Coscienza (LOC).<\/p>\n<p>Nel 1985 la Corte costituzionale, presieduta allora da Leopoldo Elia, aveva sentenziato che tra l&#8217;articolo 52 della Costituzione (quello del &#8220;sacro dovere&#8221; di difendere la patria) e la legge sull&#8217;obiezione di coscienza non v&#8217;era contrasto, in quanto la difesa della patria pu\u00f2 essere espletata sia attraverso una difesa armata sia attraverso una difesa non armata. Cos\u00ec, il Servizio Civile degli obiettori di coscienza &#8220;non si traduce assolutamente in una deroga al dovere di difesa della Patria, ben suscettibile di adempimento attraverso la prestazione di adeguati comportamenti di impegno sociale non armato&#8221;.<\/p>\n<p>Con la sentenza n. 470 della Corte Costituzionale, pubblicata a luglio del 1989, la maggior durata di otto mesi del servizio civile rispetto alla durata del servizio militare \u00e8 dichiarata incostituzionale perch\u00e9 discriminatoria. In attesa di una definizione parlamentare della durata del servizio civile, la sentenza della Corte produce l\u2019effetto di parificare la durata fra i due servizi.<br \/>\nTale pari durata \u00e8 poi recepita dalla legge 230\/98 che riforma sia l\u2019istituto dell\u2019obiezione di coscienza che il servizio civile.<br \/>\nPer anni gli Enti e le Associazioni si sono battute per una modifica della legge e per il pieno riconoscimento del diritto all&#8217;obiezione di coscienza. Nel 1992 il Parlamento licenzi\u00f2 un nuovo testo di legge, ma l&#8217;allora Presidente Francesco Cossiga, rifiut\u00f2 di firmarla per incostituzionalit\u00e0, la rinvi\u00f2 al Parlamento con una serie di note di perplessit\u00e0 sul fenomeno OdC. Il giorno dopo il Presidente sciolse le Camere e la legge torn\u00f2 in alto mare.<br \/>\nIl venir meno della maggior durata produce un aumento sempre pi\u00f9 significativo del numero di domande di obiezione di coscienza arrivando, con la fine degli anni \u201990, ad un numero di obiettori superiore a quello dei militari di leva in servizio militare obbligatorio: 16.000 domande nel 1990, 30.000 domande nel 1994, 70.000 nel 1998.<br \/>\nNel Febbraio 1996, a compimento di una lunga istruttoria interna, ARCI, Arciragazzi, Legambiente e Uisp deliberano di dare vita all\u2019Associazione Nazionale Arci Servizio Civile affidando ad essa i compiti prima affidati al Coordinamento Nazionale Arci Servizio Civile.<br \/>\nNel marzo del 1998 si conclude il lunghissimo iter parlamentare di riforma della legge 772\/72, iniziato gi\u00e0 nel 1987 e con la legge 230 \u00e8 riconosciuto il diritto all\u2019obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, legittimando in tal modo la libert\u00e0 di coscienza sui modi con i quali i cittadini di sesso maschile sono tenuti a partecipare alla difesa della Patria. La gestione del servizio civile \u00e8, altres\u00ec, profondamente innovata con il trasferimento delle competenze alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC).<\/p>\n<p>Con questa ultima legge l&#8217;obiezione di coscienza non \u00e8 pi\u00f9 un beneficio concesso dallo Stato, ma diventa un diritto della persona: il Servizio Civile rappresenta un modo alternativo di &#8220;servire la patria&#8221;, con una durata pari al servizio militare, a contatto con la realt\u00e0 sociale, con i suoi problemi, con le sue sfide.<\/p>\n<p>Con legge 8 luglio 1998 n\u00b0 230, \u00e8 stata istituita presso l&#8217;UNSC la <a href=\"http:\/\/www.serviziocivile.gov.it\/menusx\/servizio-civile-nazionale\/consulta\/\" target=\"_blank\"><strong><em>Consulta Nazionale<\/em><\/strong><strong><em> per il Servizio Civile<\/em><\/strong><\/a> quale &#8220;organismo permanente di consultazione, riferimento e confronto per il medesimo Ufficio&#8221;.<br \/>\nIl Presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio decreto (DPCM), disciplina l&#8217;organizzazione e l&#8217;attivit\u00e0 della Consulta, nomina i componenti e stabilisce la durata dell&#8217;incarico.<br \/>\nNel settembre 1999, il Governo D\u2019Alema decide la trasformazione delle Forze Armate Italiane, passando dall\u2019arruolamento tramite leva obbligatoria ad un arruolamento su base volontaria, rivolto ad uomini e donne, di cittadinanza italiana.<br \/>\nSiamo a una svolta, sono ormai maturi i tempi per una radicale riforma del Servizio Militare.<br \/>\nLa Legge 14 novembre 2000, n. 331 recante &#8220;Norme per l&#8217;istituzione del Servizio Militare professionale&#8221;, muta profondamente la natura del Servizio di leva che diventa volontario e professionale, determinando cos\u00ec la conclusione della obiezione di coscienza a partire dal 2007.<\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto 2004 dopo appena un lustro dalla promulgazione della legge 230, il Parlamento anticipa al 1\u00b0 gennaio 2005 la sospensione della leva obbligatoria con la legge 23 agosto 2004 n. 226, &#8220;Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonch\u00e9 delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore&#8221;.<br \/>\nIl Decreto legge 30 giugno 2005, n. 115 prevede, su domanda degli obiettori ancora in servizio, la concessione del congedo anticipato al 1\u00b0 luglio 2005.<\/p>\n<p>La sospensione della leva obbligatoria pone l\u2019interrogativo sul futuro del Servizio civile, che continuava ad essere un peso pi\u00f9 che una risorsa, nonostante la gi\u00e0 citata sentenza della Corte costituzionale del 1985.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che nacque la Legge 64\/2001, una legge di fatto \u201cvuota\u201d, scritta quasi frettolosamente, che rimanda nelle norme sulla gestione alla L.230\/98, che risolve per il nostro Stato la questione del \u201cE ora che ne facciamo del servizio civile?\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;approvazione della\u00a0<strong>legge 64 del 6 marzo 2001\u00a0ha disposto l&#8217;istituzione del Servizio Civile Nazionale in Italia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;art. 1 della Legge, il Servizio Civile Nazionale \u00e8 finalizzato <\/strong>a:<br \/>\n&#8211; concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attivit\u00e0 non militari;<br \/>\n&#8211; favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidariet\u00e0 sociale;<br \/>\n&#8211; promuovere la solidariet\u00e0 e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli;<br \/>\n&#8211; partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della Nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, anche sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;agricoltura in zona di montagna, forestale, storico-artistico, culturale e della protezione civile;<br \/>\n&#8211; contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attivit\u00e0 svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all&#8217;estero.<br \/>\nLe aree di intervento nelle quali \u00e8 possibile prestare il servizio civile sono riconducibili ai settori:<br \/>\nassistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico e culturale, educazione e promozione culturale, servizio civile all&#8217;estero.<br \/>\n<strong>Con la sospensione della Leva obbligatoria<\/strong>, dal 1\u00b0 gennaio 2005, sia il servizio militare sia quello civile sono articolati su\u00a0<strong>base volontaria<\/strong>. L&#8217;organo dello Stato che gestisce il Servizio Civile Nazionale \u00e8 l&#8217;<span style=\"color: #000000\"><strong><em>Ufficio Nazionale per il Servizio Civile\u00a0<\/em><\/strong><\/span>(UNSC).<br \/>\n<strong>Con la pubblicazione del Decreto legge 30 giugno 2005, n\u00b0 115<\/strong><strong>, <\/strong><strong>cala definitivamente il<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>sipario sulla lunga ed accesa vicenda della obiezione di coscienza<\/strong>, consentendo agli obiettori in servizio, la possibilit\u00e0 di concludere la propria esperienza di Servizio civile obbligatorio al 1\u00b0 luglio 2005 anticipando la naturale scadenza prevista ad ottobre 2005.<\/p>\n<p><strong>Il 2005 \u00e8 quindi l&#8217;anno nel quale a tutti i ragazzi, maschi o femmine, \u00e8 concesso di partecipare volontariamente al SCN: si passa dal 6% di adesioni maschili del 2004 (soggetti riformati alla leva obbligatoria), al 25% del 2005, al 35% del 2011.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2005 l&#8217;UNSC avvia al servizio 45.175 volontari impiegati in 3.451 progetti che coinvolgono 1.601 enti in attivit\u00e0 espletate in Italia e all&#8217;estero. I progetti all&#8217;estero, poco pi\u00f9 del 2%, contribuiscono ad esportare gli ideali di\u00a0pace e fratellanza della nostra democrazia.<\/p>\n<p>Il consenso dei giovani \u00e8 cresciuto di anno in anno: dai 181 ragazzi del 2001, si \u00e8 passati ai 45.175 del 2005, per arrivare ai circa 50.000 previsti a fine 2006.<\/p>\n<p>Si cominciano a raccogliere le prime tesi di laurea sul tema &#8220;Servizio Civile Nazionale&#8221; che testimoniano il desiderio dei giovani di approfondire la conoscenza del vero significato del &#8220;servizio&#8221;, delle problematiche e dei valori connessi a questa esperienza tutta italiana che \u00e8 il Servizio Civile Nazionale.<\/p>\n<p>Con il\u00a0<strong><em><span style=\"color: #000000\">Protocollo d&#8217;intesa del 26 gennaio 2006<\/span>\u00a0<\/em><\/strong>&#8220;Intesa tra l&#8217;Ufficio nazionale per il servizio civile, le Regioni e le Province autonome per l&#8217;entrata in vigore del D.lgs. 77 del 2002&#8221;, si \u00e8 avviato il passaggio di attribuzione delle competenze &#8211; inerenti al Servizio Civile Nazionale &#8211; alle Regioni e alle Province Autonome.<\/p>\n<p>Ulteriore passo nello sviluppo del Servizio civile in Italia si ha nel 2006, anno che vede la partecipazione dei volontari in SCN alla Consulta, costituita cos\u00ec da 15 membri:<\/p>\n<ul>\n<li>8 dei quali in rappresentanza degli enti e dei loro organi rappresentativi,<\/li>\n<li>1 rappresentante della Conferenza Stato-Regioni,<\/li>\n<li>1 rappresentante del Dipartimento della Protezione Civile,<\/li>\n<li>1 rappresentante dell&#8217;Associazione Nazionale Comuni Italiani,<\/li>\n<li>4 rappresentanti dei volontari di SCN.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dal 2007 inizia un periodo buio per il SCN, che vede il dimezzarsi dei fondi destinati all\u2019avvio dei giovani volontari, giungendo agli appena 15.466 previsti nel bando ordinario 2013.<\/p>\n<p>Nel 2012 non \u00e8 stato pubblicato addirittura nessun bando ordinario di SCN, cos\u00ec come nel 2014.<\/p>\n<p>Dal 2012 viene istituito il <strong>Dipartimento della giovent\u00f9 e del SC<\/strong>, che assorbe l\u2019Ufficio Nazionale per il Servizio civile al suo interno.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019interesse di parlamentari, Enti e volontari, nonostante la stessa sentenza dello scorso 13 gennaio del Tribunale di Milano, a favore di un cittadino pakistano che voleva svolgere SCN, con cui si fa un passo avanti nell&#8217;accesso al SCN anche degli stranieri residenti, accogliendo una richiesta che Arci Servizio Civile aveva gi\u00e0 avanzato e porta avanti dal 2006, la revisione e modifica della L.64\/2001 non \u00e8 ancora avvenuta, cos\u00ec come incerta rimane la consistenza del fondo destinato agli avvii.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La partecipazione civica attraverso la solidariet\u00e0 sociale e l&#8217;associazionismo di promozione sociale \u00e8 uno dei tratti pi\u00f9 significativi della storia del nostro Paese.<\/strong>\u00a0Questa partecipazione, che si manifesta ogni giorno e diventa impressionante nelle emergenze della storia nazionale, ha radici profonde, secolari e trova linfa nei valori religiosi e laici di solidariet\u00e0, eguaglianza, giustizia sociale, partecipazione diretta.<\/p>\n<p>In tale contesto il Servizio Civile Nazionale costituisce una singolare modalit\u00e0 di partecipazione che coniuga i principi costituzionali di solidariet\u00e0, difesa della patria, crescita personale, richiamando, in particolare, agli art. 2, 3, 11 e 52 della nostra Costituzione.<br \/>\nLe istituzioni della Repubblica Italiana non creano lo spirito della partecipazione civica, ma hanno la responsabilit\u00e0 di dargli sostegno e di incoraggiare chi la vive.\u00a0<strong>La legge 6 marzo 2001 n\u00b0 64 &#8220;Istituzione del servizio civile nazionale&#8221; \u00e8 il segno di questa responsabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storicamente, il servizio civile si \u00e8 identificato in molti Paesi con l\u2019obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio. 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