{"id":372,"date":"2009-12-03T15:35:33","date_gmt":"2009-12-03T14:35:33","guid":{"rendered":"http:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/ascnetwork\/roma\/2009\/12\/03\/asc-in-marcia-per-il-clima\/"},"modified":"2009-12-03T15:35:33","modified_gmt":"2009-12-03T14:35:33","slug":"asc-in-marcia-per-il-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/roma\/2009\/12\/03\/asc-in-marcia-per-il-clima\/","title":{"rendered":"ASC in marcia per il clima"},"content":{"rendered":"<\/p><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Gli eventi dell\u2019ultimo anno hanno radicalmente modificato il quadro internazionale.<\/div>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La crisi economica ed il perdurare di segnali preoccupanti sul fronte del clima hanno impresso un\u2019accelerazione molto significativa alla discussione sull\u2019urgenza di misure, interventi e strategie per azioni di mitigazione e adattamento capaci non solo di intervenire sul fenomeno dei cambiamenti climatici ma anche di costruire una nuova economia a basse emissioni di CO2 con nuove filiere industriali nuovi prodotti e nuove tecnologie, e, soprattutto, con nuovi lavori. <br \/>Il G8 che si \u00e8 tenuto all\u2019Aquila, ha confermato tre questioni. Primo: il tema dei cambiamenti climatici \u00e8 saldamente al centro dell\u2019agenda internazionale. Secondo: nessun accordo \u00e8 possibile se non si compenetrano le esigenze dei Paesi di antica industrializzazione con quelli di nuova industrializzazione e in via di sviluppo. Terzo: l\u2019appuntamento di Copenaghen sar\u00e0 decisivo e potr\u00e0 rappresentare un vero momento di svolta, a condizione che in quella sede si trovino le giuste indicazioni per affrontare la crisi economica con un nuovo modello a basse emissioni non solo nell\u2019equilibrio tra i Paesi del cos\u00ec detto G20, ma anche con i Paesi pi\u00f9 poveri del Sud del mondo, che rischiano di pagare i prezzi pi\u00f9 drammatici della crisi economica e climatica, perseguendo perci\u00f2 l\u2019obiettivo della giustizia climatica.<br \/>Le organizzazioni che si riconoscono nella Coalizione IN MARCIA PER IL CLIMA ritengono che sia prioritario dovere della societ\u00e0 civile italiana fare tutto il possibile perch\u00e9 il nostro Governo dia un contributo costruttivo e si impegni per fare un reale passo avanti nella direzione auspicata.<br \/>Al contempo, nello spirito propositivo che ci ha fin qui contraddistinto e con cui vogliamo continuare a muoverci, vogliamo costruire nel Paese una\u00a0 spinta ed una consapevolezza sempre pi\u00f9 diffusa perch\u00e9 l\u2019Italia abbracci con forza e coraggio una politica attiva contro i cambiamenti climatici, per mitigarne, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, gli effetti. Ci impegniamo perci\u00f2 a portare avanti insieme un lavoro di chiarimento, di approfondimento e di ulteriore elaborazione sui punti che qui di seguito indichiamo, per mettere a punto un vero e proprio programma di lavoro condiviso.<\/p>\n<p>Per una CARTA DI IMPEGNI<\/div>\n<p>I cambiamenti climatici non riguardano il futuro, ma l\u2019oggi. A Copenaghen \u00e8 necessario che si realizzi una svolta vera, che produca decisioni per superare ritardi e resistenze.<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0 Il negoziato internazionale. Nel prossimo appuntamento per il negoziato internazionale servono impegni vincolanti di forte riduzione delle emissioni, tracciando una traiettoria e obiettivi nel medio e lungo termine, tenendo conto delle responsabilit\u00e0 storiche e dei criteri di equit\u00e0. Anche i paesi in via di rapido sviluppo, come Cina e India, devono contribuire a contenere le emissioni del 15-30% al 2020 rispetto a uno scenario \u201cbusiness-as-usual\u201d, nel contesto dello sviluppo sostenibile e con l\u2019aiuto dei paesi gi\u00e0 sviluppati. Inoltre, vanno da subito adottate politiche di adattamento, mitigazione e protezione delle foreste e oltre a decidere il piano di azione condiviso si dovranno definire le risorse (che non potranno essere inferiori a 100 mld di euro l\u2019anno fino al 2020) e dove si reperiscono. E&#8217; imperativo che le attivit\u00e0 di adattamento siano a vantaggio delle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili e colpite dal mutamento climatico; <\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019Europa. L\u2019Europa ha dato un segnale forte in questi ultimi due anni. La decisione vincolante di ridurre del 20% le emissioni di CO2, di incrementare del 20% le fonti rinnovabili e di sostenere l\u2019efficienza energetica, assunta dall\u2019Europa in maniera unilaterale, indipendentemente dall\u2019esito del negoziato internazionale, ha costituito un primo fondamentale passo per smuovere la situazione. L\u2019Europa, inoltre, dando la disponibilit\u00e0 ad una riduzione del 30% delle emissioni in un accordo globale ha aperto la strada ad un nuovo percorso internazionale per superare i ritardi e le resistenze. Per questo noi siamo orgogliosi di essere cittadini europei e ci attendiamo che la Comunit\u00e0 mantenga un ruolo di reale leadership nella strada verso l\u2019accordo globale, adeguando i propri obiettivi alle indicazioni della Comunit\u00e0 scientifica, secondo cui le emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990.<\/p>\n<p>3)\u00a0\u00a0\u00a0 La politica italiana. Chiediamo al Governo Italiano, al Parlamento, ai Presidenti delle Regioni e agli Amministratori locali, insomma a tutti i decisori politici, di assumere obiettivi coerenti con le potenzialit\u00e0 dell\u2019Italia e del suo territorio, stabilendo precise responsabilit\u00e0 e meccanismi sanzionatori, chiudendo con la politica del rinvio senza sconti, che stanno portando l\u2019Italia fuori dall\u2019Europa e finiranno per marginalizzare ulteriormente il nostro Paese. <br \/>Chiediamo piuttosto che il Paese diventi un protagonista nel contesto europeo e mondiale, contribuendo attivamente alle scelte necessarie perch\u00e9 si esca da Copenaghen con un disegno operativo e utile e appoggiando l\u2019introduzione del nuovo obiettivo europeo unilaterale per la riduzione delle emissioni. <\/p>\n<p>4)\u00a0\u00a0\u00a0 Le misure anticrisi. Chiediamo che le misure anticrisi comprendano interventi specifici finalizzati al raggiungimento di obiettivi annuali precisi nel percorso previsto per l\u2019Italia dalla strategia europea, favorendo lo sviluppo di un\u2019economia a basse emissioni di CO2, con interventi a sostegno dell\u2019innovazione tecnologica, del consolidamento di nuove filiere industriali e di incremento dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>5)\u00a0\u00a0\u00a0 Il modello energetico. Nell\u2019ottica di una responsabilizzazione collettiva, occorre dare pieno slancio alle misure di efficienza energetica, convenienti per il sistema paese e capaci fra l\u2019altro di alleggerire il peso economico delle scelte energetiche per tutti gli strati sociali. Inoltre, diciamo s\u00ec al modello distribuito e quindi alla democrazia energetica; s\u00ec allo sviluppo e al salto di qualit\u00e0 nella diffusione delle rinnovabili, anche attraverso la piena ed articolata realizzazione del Conto Energia e la valorizzazione delle biomasse agroforestali. La scelta per la transizione dovr\u00e0 garantire l\u2019uso sempre pi\u00f9 efficiente dei combustibili e sviluppare il gas e la cogenerazione in tutti i settori e distribuita nel territorio. E\u2019 quanto mai urgente la definizione a scala regionale delle misure per rientrare negli obiettivi europei.\u00a0 La scelta del nucleare &#8211; fermo restando la necessit\u00e0 di sviluppare ulteriormente la ricerca in tale settore &#8211; appare oggi non motivata sul piano delle convenienze economiche, energetiche ed ambientali,\u00a0 comunque essa non deve pregiudicare le risorse finanziarie a danno delle politiche di efficienza e delle rinnovabili. Non \u00e8 infatti rinviabile un massiccio investimento nella ricerca a favore delle politiche di efficienza e di sviluppo delle rinnovabili nonch\u00e9 per rinvenire soluzioni pienamente sostitutive dei combustibili fossili, che non aggravino i rischi per la sicurezza internazionale e consentano, allo stesso tempo, lo sviluppo economico e quello di democrazia e libert\u00e0.<\/p>\n<p>6)\u00a0\u00a0\u00a0 Edilizia e Territorio. Occorre fermare il consumo di suolo e investire in un grande progetto di rinnovo del patrimonio edilizio, che sviluppi innovazione ed occupazione, che renda pi\u00f9 vivibili le abitazioni, che dia risposta al bisogno abitativo ormai diffuso. Bisogna ripensare lo sviluppo di citt\u00e0 e paesi, arrestando la dispersione di residenze, centri di produzione, servizio e commercializzazione, che determina consumo di suolo e alta domanda di mobilit\u00e0, per non perdere quel patrimonio paesaggistico e territoriale che caratterizza il nostro paese e quel patrimonio di relazioni di prossimit\u00e0, servizi, lavoro, che qualifica la coesione comunitaria, radicata nei nostri piccoli e grandi centri urbani.<\/p>\n<p>7)\u00a0\u00a0\u00a0 Mobilit\u00e0. La priorit\u00e0 \u00e8 investire in infrastrutture, innanzitutto su rotaia, che migliorino la mobilit\u00e0 urbana, a partire da quella dei pendolari. Bisogna ridurre e scoraggiare il traffico privato, favorendo il trasporto pubblico e la mobilit\u00e0 leggera. In questo quadro, la bicicletta pu\u00f2 fare molto, in quanto indicatore di qualit\u00e0 ambientale e fattore incisivo nelle politiche della mobilit\u00e0, a patto che si agevoli l\u2019uso modale ed intermodale della bicicletta, sia nelle aree urbane che per un turismo sostenibile in sinergia con il trasporto pubblico. Chiediamo inoltre che nella legislatura le Regioni siano responsabilizzate con obiettivi precisi di riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti e che, quindi, siano ridefinite le priorit\u00e0 infrastrutturali.<\/p>\n<p>8)\u00a0\u00a0\u00a0 Sistema produttivo. Il rispetto delle direttive europee non pu\u00f2 trasformarsi in crisi dell\u2019industria italiana, che deve essere invece pi\u00f9 attenta alle opportunit\u00e0 create dalla strategia europea, rinnovando i processi, i prodotti e le politiche di marketing pubblicitario che influenzano la fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti a basso consumo ed emissioni, quindi creando nuova occupazione e maggior sicurezza nei posti di lavoro, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto in molti Paesi Europei \u2013 a partire da Germania e Spagna &#8211; che con pi\u00f9 decisione hanno puntato sulle energie rinnovabili. Per raggiungere questo obiettivo \u00e8 necessario iniziare un processo di riconversione in molti settori puntando a cicli di produzione che riducano le emissioni individuando i punti critici e risparmino le altre risorse e in particolare\u00a0 l\u2019acqua, che nel nostro Paese in particolare scarsegger\u00e0 sempre di pi\u00f9\u00a0 provocando innalzamento dei costi e delle tariffe. Si tratta in sintesi di sostenere la diffusione di nuovi lavori che favoriscano contemporaneamente la mitigazione del cambiamento climatico e l\u2019adattamento comunque necessario alle modificazioni che verranno. <\/p>\n<p>9)\u00a0\u00a0\u00a0 Agricoltura. Bisogna finalmente riconoscere il contributo positivo che l\u2019agricoltura pu\u00f2 portare alla battaglia contro i mutamenti climatici e si devono promuovere tutte quelle pratiche agricole ecocompatibili che oltre a rispettare maggiormente l\u2019ambiente aumentino l\u2019assorbimento di CO2 e permettano l\u2019adattamento alle carenze di acqua. L&#8217;incontro, utile e necessario, tra agricoltura e innovazione energetica deve avvenire all&#8217;insegna di una valutazione coerente del bilancio energetico e ambientale di ogni scelta e intervento. <\/p>\n<p>10)\u00a0\u00a0\u00a0 Finanza. Si richiede una maggiore trasparenza dei mercati di ETS (emission trading scheme) al fine di evitare speculazioni sulla compravendita dei diritti di emissione di CO2. Nella valutazione finanziaria delle imprese si chiede di promuovere l&#8217;integrazione delle analisi classiche con il prendere in considerazione i rischi ambientali a cui le imprese sono esposte.<\/p>\n<p>11)\u00a0\u00a0\u00a0 Alimentazione. E\u2019 necessario ripensare anche ai consumi alimentari, valutando anche l\u2019impatto esercitato dalle produzioni animali.<\/p>\n<p>12)\u00a0\u00a0\u00a0 Mare e fascia costiera. E\u2019 necessario attuare e rafforzare le politiche ambientali per la tutela e la salvaguardia dell\u2019ecosistema marino e per una gestione razionale e durevole delle risorse biologiche, per contribuire a contrastare i fenomeni che minacciano i gi\u00e0 fragili equilibri su cui si basa lo sviluppo sostenibile dei territori costieri.<\/p>\n<p>13)\u00a0\u00a0\u00a0 Biodiversit\u00e0 e Foreste. Le misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici diano benefici anche alla tutela della biodiversit\u00e0, per raggiungere questi obiettivi e frenare la perdita di biodiversit\u00e0 un ruolo importante lo devono svolgere le aree protette che vanno potenziate e valorizzate. Come pure vanno sovvenzionate misure di protezione delle foreste, la cui distruzione causa circa un quinto delle emissioni globali di gas serra, senza per\u00f2 generare nuovi crediti di carbonio, escludendo i sussidi alle piantagioni, che sono una delle cause principali della deforestazione nei paesi tropicali, e coinvolgendo le comunit\u00e0 indigene, sia nel processo decisionale, che nella gestione dei sussidi.<\/p>\n<p>14)\u00a0\u00a0\u00a0 Ricerca e formazione. Se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che il cambiamento climatico si combatte con una ristrutturazione dei processi produttivi, la invenzione di nuovi lavori, l\u2019adattamento con nuove tecniche per il risparmio delle risorse ed il loro utilizzo efficiente, questo processo non pu\u00f2 essere avviato senza la diversificazione e l\u2019aumento delle conoscenze\u00a0 Vanno quindi radicalmente modificate le politiche pubbliche e private di formazione e di ricerca iniziando un percorso di diminuzione del gap che si \u00e8 creato in questo campo fra il nostro e gli altri Paesi sviluppati. <\/p>\n<p>15)\u00a0\u00a0\u00a0 Solidariet\u00e0 e Interdipendenza. Nel mondo globalizzato i cambiamenti climatici rappresentano un fattore di crisi, ma la lotta per contrastarli pu\u00f2 divenire un potente fattore di sviluppo delle politiche di cooperazione e solidariet\u00e0 internazionale, per l\u2019impegno finanziario da mettere a disposizione da parte dei paesi pi\u00f9 sviluppati, per incrementare la sovranit\u00e0 alimentare e la democrazia energetica, per realizzare una sostanziale politica di interdipendenza, sostenendo le pratiche di economia solidale a sostegno delle comunit\u00e0 dei sud del mondo. Le pratiche di solidariet\u00e0 vanno inoltre estese al nostro Paese attraverso una nuova politica sull\u2019immigrazione tenendo conto del fatto che, secondo le stime pi\u00f9 recenti almeno 250 milioni di persone saranno comunque costrette dalle condizioni di vita intollerabili presenti nei loro luoghi di origine, nel vicino futuro, a venire al Nord. <\/p>\n<p>Come organizzazioni della Coalizione \u201cIn marcia per il clima\u201d chiediamo che l&#8217;Italia si integri nella strategia europea e divenga un fattore di traino nel panorama mondiale di riduzione delle emissioni e di sviluppo dell\u2019efficienza delle rinnovabili, e come cittadini e associazioni mettiamo in campo iniziative e impegni nostri concreti in questa direzione.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Vogliamo organizzare campagne per diffondere pratiche di risparmio energetico attraverso la modifica degli stili di vita in casa, nella mobilit\u00e0, nel territorio, per essere attenti negli acquisti alla \u201cclasse\u201d degli elettrodomestici, a risparmiare acqua dell&#8217;acquedotto, a scegliere acqua del rubinetto anzich\u00e9 in bottiglia, a ridurre il consumo di prodotti animali, a privilegiare mezzi pubblici e bicicletta, a differenziare quote crescenti di rifiuti nelle nostre case, anzi a prevenire la produzione dei rifiuti stessi con modelli di acquisto e consumo responsabili, per consentire forti risparmi di energia nella fabbricazione di nuovi prodotti,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Vogliamo investire nell&#8217;efficienza energetica nelle case per dimezzare i consumi di petrolio, applicare collettori solari termici in modo da recuperare un inspiegabile ritardo rispetto agli altri paesi europei, coprire di pannelli elettrosolari i tetti delle nostre case, <\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Vogliamo facilitare con incentivi significativi e semplificazione delle procedure l\u2019adozione di sistemi domestici e per le piccole imprese di produzione di energia alternativa,<\/p>\n<p>&#8211; Vogliamo impegnare i gestori di energia elettrica in campagne periodiche di sensibilizzazione sulle energie alternative,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Vogliamo rilanciare la cooperazione con gli enti locali per diffondere l\u2019uso di fonti rinnovabili,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Vogliamo incoraggiare l\u2019innovazione tecnologica nel settore marittimo, per ridurre l\u2019inquinamento atmosferico e le immissioni di gas serra delle navi e delle attivit\u00e0 produttive nelle regioni costiere<\/p>\n<p>&#8211; Vogliamo promuovere il consumo di prodotti agricoli biologici, favorire l\u2019affermazione della filiera corta e diffondere l\u2019organizzazione di mercati locali, anche promuovendo le scelte dei singoli a favore dei consumi vegetali, <\/p>\n<p>&#8211; Vogliamo promuovere il turismo sostenibile, a basso impatto sul territorio e ad alta valenza ambientale e paesaggistica,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Vogliamo adottare\u00a0 come strumento necessario per l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 e manifestazioni il bilancio preventivo ambientale e azzerare, attraverso azioni di riduzione, contrasto e compensazione, la CO2 emessa.<\/p>\n<p>Legambiente, Acli, Acli Ambiente \u2013 Anni Verdi, Adoc, AIAB, Altreconomia, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, Arci, Arci Servizio Civile, Arcicaccia\/CSAA, Arciragazzi, Associazione Ong Italiane, Auser, Banca Popolare Etica, CGIL, CIA, CISL, CittadinanzAttiva, Civitas, Coldiretti, CTM\u00a0 Altromercato, CTS, Ecologia e Lavoro, Fa\u2019 la cosa giusta!,\u00a0 FAI, Fairtrade Italia, Fair, Fare verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Federparchi, FIAB onlus, FOCSIV, Forum Ambientalista, Forum Nazionale Terzo Settore, Greenpeace Italia, Italia Nostra, LAV, Lega Consumatori, Lega Pesca, Libera, LIPU, MDC, Medici per l&#8217;Ambiente, Movimento Consumatori, Sbilanciamoci, Slow Food Italia, Tavola della Pace, Terra Futura,Terra! Onlus, Terra quotidiano ecologista, Terre di mezzo, UIL, UISP, Unione degli Studenti, VAS, WWF.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi dell\u2019ultimo anno hanno radicalmente modificato il quadro internazionale. 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