{"id":192,"date":"2008-11-01T12:58:40","date_gmt":"2008-11-01T11:58:40","guid":{"rendered":"http:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/ascnetwork\/roma\/2008\/11\/01\/per-una-scuola-capace-di-futuro\/"},"modified":"2008-11-01T12:58:40","modified_gmt":"2008-11-01T11:58:40","slug":"per-una-scuola-capace-di-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/roma\/2008\/11\/01\/per-una-scuola-capace-di-futuro\/","title":{"rendered":"Per una scuola capace di futuro"},"content":{"rendered":"<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Viviamo in una societ\u00e0 in rapida trasformazione, ricca di opportunit\u00e0 e di rischi, che deve affrontare nuovi conflitti ed emergenze planetarie. Nuove sfide coinvolgono la politica, il lavoro, gli stili di vita di milioni di persone. L\u2019interdipendenza tra culture e identit\u00e0, tra locale e globale \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Le strutture tradizionali, a cominciare dalla famiglia, sono sottoposte a nuove tensioni e cambiamenti profondi.<br \/><b><span style=\"color: #800000;\">L\u2019invadenza del mercato e dei consumi negli stili di vita e nei modi di pensare produce nelle persone una profonda crisi di senso<\/span><\/b>. Ignoranza, conformismo e violenza si diffondono nei modelli di comportamento proposti dai media, che poco hanno a che fare con i valori costituzionali della convivenza civile e della solidariet\u00e0. Viviamo in una societ\u00e0 in cui la conoscenza si sta trasformando da fattore di emancipazione personale e sociale a strumento di competizione economica.<\/p>\n<p>Noi pensiamo che di fronte ai cambiamenti in corso, di fronte alla necessit\u00e0 di ricostruire un\u2019etica pubblica, sia necessario creare per tutti maggiori occasioni di crescita culturale, fornire a tutti strumenti pi\u00f9 solidi per capire dove sta andando il mondo. Questo ruolo deve svolgerlo prioritariamente il sistema scolastico, ma siamo anche consapevoli che la scuola vive oggi una fase di grande difficolt\u00e0 perch\u00e9 troppo spesso gli insegnanti sono soli, alle prese con problemi inediti, che non si producono a scuola, ma che nella scuola emergono e si impongono all\u2019attenzione generale. E\u2019 questo il caso della piaga emergente del bullismo, ma anche dell\u2019incontro con culture, spiritualit\u00e0, stili di vita e tradizioni diverse dalla nostre, o ancora della caduta di motivazione ad affrontare la fatica dello studio e dell\u2019insuccesso scolastico, che apre nuove frontiere all\u2019analfabetismo.<br \/>Siamo perfettamente consapevoli di quanto sia oggi difficile il mestiere dell\u2019insegnante, per questo pensiamo che la scuola italiana, e chi vi opera, abbiano bisogno di sentire intorno a s\u00e9 un Paese solidale e per questa via recuperare in pieno la propria dignit\u00e0.<\/p>\n<p><b><span style=\"color: #800000;\">E\u2019 arrivato il momento che tutto il Paese si interroghi su cosa chiede alla scuola.<\/span><\/b><br \/>Noi pensiamo che<br \/>\u2022 la scuola deve essere autorevole e seria, ma questo non passa attraverso la legittimazione di nuovi autoritarismi.<br \/>\u2022 la scuola \u00e8 occasione fondamentale per educare alla cittadinanza attiva, per comprendere (e per vivere) la partecipazione e la condivisione dei valori fondamentali, unica condizione per motivare e rendere formativa l\u2019ubbidienza e l\u2019ordine.<br \/>\u2022 la scuola deve costruire strumenti e cultura capaci di consentire a tutti, per il prosieguo della loro vita, di sapersi inserire nel mondo che cambia, non pu\u00f2 limitarsi a trasmettere nozioni e tecniche che rapidamente diventano desuete.<br \/>\u2022 la scuola \u00e8 la grande occasione per tutti per acquisire le competenze di cittadinanza, indicate dall\u2019Unione Europea. Non possiamo permetterci di tenere fuori dall\u2019Europa e dalla societ\u00e0 della conoscenza le nuove generazioni.<br \/>\u2022 la scuola \u00e8 il terreno principale in cui i ragazzi si incontrano con gli altri, uguali e diversi, ed imparano la difficile arte del dialogo e del rispetto tra culture e tra persone. Non pu\u00f2 trasformarsi per nessuno nel luogo della separazione, della prepotenza e della violenza.<\/p>\n<p><b><span style=\"color: #800000;\">La scuola non \u00e8 l\u2019unico soggetto educante nel territorio, ma \u00e8 l\u2019unica istituzione pubblica dedicata all\u2019educazione e all\u2019istruzione<\/span><\/b>, ci\u00f2 non pu\u00f2 giustificare il suo isolamento n\u00e9 l\u2019autoreferenzialit\u00e0, ma deve portare a costruire nel territorio da parte di tutti i soggetti responsabili, dalle amministrazioni locali al governo centrale, dall\u2019associazionismo al mondo dell\u2019impresa e del lavoro, una qualit\u00e0 culturale tale da rendere efficace la sua azione.<br \/>L\u2019Italia ha bisogno che la scuola sia di qualit\u00e0, per tutti. L\u2019eliminazione della precariet\u00e0 \u00e8 il primo ostacolo da superare. La qualit\u00e0 degli edifici in cui si fa scuola e la gratificazione professionale devono essere un altro segnale che si d\u00e0 al Paese.<br \/>Di fronte alla rapidit\u00e0 dei cambiamenti la scuola deve essere messa in condizione di fornire ai ragazzi gli strumenti fondamentali, non ci si pu\u00f2 nascondere dietro al fatto che qualcosa funzionava 40 anni fa: il mondo \u00e8 cambiato. <b><span style=\"color: #800000;\">L<\/span><span style=\"color: #800000;\">a scuola non pu\u00f2 essere rinnovata guardando al passato, n\u00e9 tanto meno seguendo priorit\u00e0 di cassa.<\/span><\/b> Sappiamo bene che ci sono risparmi possibili, ma sappiamo anche che la scuola ha bisogno di investimenti. I tagli di spesa indiscriminati non sono compatibili con la necessaria opera di riqualificazione.<br \/>Noi pensiamo che sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l\u2019Italia affida alla scuola, quale sia la sua responsabilit\u00e0 sociale. Per rispondere a questa domanda, tenendo conto dei bisogni economico-finanziari del Paese, occorre lanciare una grande discussione, non limitata agli addetti ai lavori, e per questo pensiamo che sia un errore legiferare per decreto su questa materia. Il metodo della larga condivisione \u00e8 indispensabile, per individuare alcuni obiettivi di qualit\u00e0 su cui le tante risorse presenti nella scuola e nel territorio si possano impegnare, per mettere in campo gli strumenti, le azioni, il percorso per non lasciare le cose come stanno e per non tornare indietro.<\/p>\n<p>Con queste finalit\u00e0 proponiamo l\u2019organizzazione di un \u201cForum nazionale per la scuola\u201d che coinvolga il mondo della scuola e la societ\u00e0 civile, mobilitando le tante energie di cittadinanza che credono nel ruolo fondamentale della scuola e hanno voglia di impegnarsi per la sua riqualificazione.<\/p>\n<p><b><span style=\"color: #800000;\">Hanno aderito:<\/span><\/b><br \/>ACLI, ARCI, Legambiente, Ambiente e Lavoro, Anpas, Arci Ragazzi, <strong>Arci Servizio Civile<\/strong>, Auser, CGIL, Etzi Cisl, Forum Ambientalista, Lega Cooperative sociali, Libera, Lunaria, Medici per l\u2019ambiente, Movimento dei Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, , Sbilanciamoci Tavola della Pace, Uisp, Unieda.<br \/><span style=\"color: #800000;\"><b><br \/>Per aderire:<\/b><\/span> scuola.formazione@legambiente.eu<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in una societ\u00e0 in rapida trasformazione, ricca di opportunit\u00e0 e di rischi, che deve affrontare nuovi conflitti ed emergenze planetarie. 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