{"id":224,"date":"1970-01-01T00:00:00","date_gmt":"1969-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/1970\/01\/01\/limpegno-di-arci-servizio-civilein-opposizione-a-guerree-nuovi-fascismi\/"},"modified":"2023-05-09T11:24:27","modified_gmt":"2023-05-09T09:24:27","slug":"limpegno-di-arci-servizio-civilein-opposizione-a-guerree-nuovi-fascismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/1970\/01\/01\/limpegno-di-arci-servizio-civilein-opposizione-a-guerree-nuovi-fascismi\/","title":{"rendered":"L\u2019impegno di Arci Servizio Civilein opposizione a guerre e nuovi fascismi"},"content":{"rendered":"<p>Come sempre, puntuale ormai da diversi anni, arriva un momento dell\u2019anno in cui le retoriche militari e nazionali si abbracciano nella pericolosa alchimia delle celebrazioni per la fine della prima guerra mondiale. Un esito che diventa presto, in troppe retoriche, la \u201cvittoria italiana\u201d, occasione per speculare sulle frontiere e innalzare &#8211; in un bagno di eroismo, gloria e pose guerriere &#8211; una coltre di nuove parole di odio e sciovinismo. A Trieste, come a Gorizia e lungo tutto il \u201cconfine orientale\u201d, la celebrazione militaresca e nazionalista si fa particolarmente veemente. E\u2019 accaduto in passato e accade, ancor pi\u00f9 gravemente, quest\u2019anno, nel centenario dalla fine della grande guerra. Il 3 novembre Trieste sar\u00e0 costretta a subire la vergogna di una calata nazionale di un\u2019organizzazione esplicitamente neo-fascista, nell\u2019immobilit\u00e0 del \u201cnon possiamo farci niente\u201d da parte dei soggetti istituzionali. Come tre anni fa a Gorizia, toccher\u00e0 ora a Trieste assistere alle parate di morte e ai deliri da ventennio di chi &#8211; nella retorica guerrafondaia della celebrazione dei \u201cnostri eroi\u201d &#8211; trova materiale ideologico per proporre nuove politiche di intolleranza e \u201cdifesa\u201d dei confini.<br \/>\nSembrava bastata, almeno su questo versante, la lezione storica inappellabile della prima guerra mondiale, soprattutto in questo nord-est dove eserciti e frontiere si confusero in una tragedia multietnica e totale; e poi con gli esiti pi\u00f9 nefasti dei fascismi e del secondo conflitto mondiale, dove Trieste fu fin dai primi anni venti laboratorio dello squadrismo e capolinea della peggiore barbarie di quella stagione, con il campo di sterminio di San Sabba &#8211; unico in territorio italiano con forno crematorio &#8211; e la pulizia etnica.<br \/>\nIl giorno dopo, in quella Festa dell\u2019Unit\u00e0 nazionale e Giornata delle Forze armate, sar\u00e0 il presidente della Repubblica a presenziare alle celebrazioni triestine, calando il sipario sul percorso di recupero della memoria della grande guerra nel suo centenario, diventato in molte occasioni il pretesto per ravvivare dalle ceneri discorsi nazionalisti, narrazioni patriottiche, posture militaresche che credevamo superate. A dire il vero tanti sono stati i progetti e i lavori di quanti hanno approfittato dell\u2019anniversario per scavare nelle storie altre di quel massacro: diserzioni, renitenze, azioni di pace che in mezzo al sangue e al fango di una strage incommensurabile raccogliessero delle testimonianze di diversit\u00e0 prima di tutto culturale, altri esempi a cui guardare, altri modelli per educare ad una nuova cittadinanza.<br \/>\nPerch\u00e9, al fondo, dietro le retoriche della memoria stanno le fondamenta del nostro presente: mentre si celebrano come eroi volontari i ragazzi del \u201899, quando invece la guerra fu prima di tutto una consegna &#8211; tremenda e tutt\u2019altro che spontanea &#8211; di milioni di uomini al massacro assicurato, si guardano i giovani d\u2019oggi con la sfida perversa ad educarli in un clima da caserma, tra il solito vittimismo all\u2019italiana del \u201cchiagni e fotti\u201d (sia concesso visto l\u2019estremo insulto, questo s\u00ec volgare, della parata neofascista del 3 novembre) e l\u2019attacco forsennato a quelli che di fatto sarebbero diritti fondamentali, conquiste civili, fondamenti culturali di societ\u00e0 eque, giuste, pacifiche\u2026 I puntini di sospensione rappresentano qui la continuazione di una lavoro culturale che andrebbe ripreso, ponendosi all\u2019altezza delle sfide della cittadinanza che ci vengono dalle odierne questioni internazionali e nazionali, senza cadere nella facile tentazione degli appelli all\u2019ordine, alla disciplina, in definitiva alla semplificazione di una complessit\u00e0 che spaventa. Per chi vorr\u00e0 raccoglierle da questo osservatorio privilegiato che si rivela una volta di pi\u00f9 Trieste, queste sfide potranno offrire da subito uno sguardo diverso su quanto sta accadendo intorno a noi e mostrare i motivi di un\u2019incompatibilit\u00e0 di fondo con le operazioni in corso sul fronte della memoria, la sua contesa nel presente, i suoi effetti sulle odierne societ\u00e0.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nSi tratta di un lavoro che da anni porta avanti anche Arci Servizio Civile, attraverso i suoi progetti, le sue iniziative, le occasioni di incontro, confronto e formazione che offre ai giovani. Lo stesso servizio civile, interpretato come azione di pace e solidariet\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 uno strumento per affrontare le nubi che si addensano sulle nostre teste. Da una parte il gesto eroico, la postura guerriera, l\u2019intolleranza e la violenza (che sia chiaro, sempre pi\u00f9 superano gli esigui perimetri dei neo-fascismi per diventare idee e pratiche diffuse in tutto il corpo sociale); dall\u2019altra l\u2019educazione alla cittadinanza, l\u2019inclusione, la nonviolenza. Come in passato, anche oggi non si pu\u00f2 restare indifferenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sempre, puntuale ormai da diversi anni, arriva un momento dell\u2019anno in cui le retoriche militari e nazionali si abbracciano nella pericolosa alchimia delle celebrazioni per la fine della prima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224"}],"collection":[{"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=224"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2628,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224\/revisions\/2628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/temporaneo.arciserviziocivile.it\/fvg\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}